Sinestesia

di lucanos87

Credo che dal post precedente abbiate più o meno tutti capito che non mi dispiace la musica lirica. Ebbene, mi piace anche la musica sinfonica. Ecco perché mercoledì sera sono andato ad ascoltare un’esibizione dell’Orchestra Papillon, in trasferta direttamente da Roma.

Nel bel mezzo del variegato e molto ben eseguito (da musicisti minorenni, ci tengo a sottolineare: gente che farebbe piangere i professionisti) programma, che presentava brani verdiani, monteverdiani, jazz e blues, spiccava una suite tratta dalla colonna sonora di Star Wars.

Dovete sapere che anche la fantascienza è una mia grande passione: da “Star Wars” a “Pic-nic sul ciglio della strada”, da “Johnny Mnemonic” a “Il colore venuto dallo spazio”, da “Io, robot” a “Solaris”, da “House of suns” a “Star Trek”. Amo tutta la fantascienza, sia letteraria che cinematografica.

In genere la fantascienza viene divisa in compartimenti più o meno stagni, in base a criteri più o meno opinabili. Abbiamo la Hard, la Soft e la Social Sci-Fi. Oppure tutte le varie declinazioni del suffisso –punk, da cyber-punk a steam-punk passando per bio-punk.

Orbene, mentre ascoltavo la colonna sonora di Star Wars, ho avuto un’illuminazione: perché classificare la fantascienza tramite generi rigidi e stantii, che in un’epoca di grandi mutamenti e di crossover letterari non significano ormai più nulla? Dovremmo invece classificarla in base alla musica che ci si potrebbe/dovrebbe abbinare.

Potremmo iniziare con la “Theremin Sci-Fi”: genere di fantascienza serio, nel quale l’azione viene messa in secondo piano rispetto ai problemi esistenziali e/o matematici affrontati. Asimov e Lem sono due autori Theremin, mentre da un punto di vista delle arti visive potremmo citare la serie originale di Star Trek, nella cui colonna sonora se non erro il theremin trova ampio spazio.

Per passare poi alla “Symphonic Sci-Fi”: genere di fantascienza meno serio nel quale i problemi esistenziali vengono messi in secondo piano rispetto all’azione. Star Wars ne è l’esempio principale, ma se non vi basta andatevi a vedere un qualsiasi film di fantascienza recente.

Avremo anche la “Trance and Synth Sci-Fi”: genere di fantascienza molto serio, nel quale azione e problemi esistenziali si bilanciano; genere rivolto soprattutto all’esplorazione sociologica a scapito di quella scientifica. William Gibson è decisamente Trance and Synth.

Infine, la “Silent Sci-Fi”: genere di fantascienza riflessivo, nel quale i problemi esistenziali sono la causa scatenante dell’azione e l’azione è causa di nuovi problemi esistenziali. Date le caratteristiche, è preferibile fruire di questo genere letterario in assenza di musica. I libri di Alastair Reynolds e dei fratelli Arkady e Boris Strugatsky si possono classificare in questo genere.

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