Voy tirando

Scrivere per non pensare

Mese: agosto, 2013

Credo

Credo che la libertà sia solo un inutile concetto astratto, un vuoto ideale. Ciò che conta è il potere, indicativo presente. Essere liberi di fare qualcosa non significa potere fare qualcosa, ma potere fare qualcosa nella maggior parte dei casi significa essere liberi di farla. In Libia hanno abbattuto il tiranno, ed ora sono meno liberi di prima, perché la povertà e la guerra endemiche hanno tolto a chi ha combattuto ogni genere di potere, sia verbo che sostantivo. Lo stesso è successo in Tunisia. Lo stesso succederà in Egitto. L’agricoltore abbandona i campi a maggio per combattere per la libertà, ma a dicembre, sconfitto il tiranno, è ormai ridotto a mendicare. I poveri e i morti non sanno che farsene della libertà.

Credo che i diritti siano solo inutili orpelli dell’impotenza umana. L’elogio di un ordine delle cose che non è mai esistito e mai esisterà. Argomenti di conversazione buoni per i salotti, tra un bicchiere di vino ed una tartina al caviale. Le vittime degli attentati palestinesi avevano diritto alla vita. Gli operai della Firem avevano diritto al lavoro. La realtà è molto più simile ad un naufragio su di una nave di linea, dove sui ponti inferiori, tra cannoni che rompono le corde e rotolano liberi schiacciando gli artiglieri, ognuno tenta di fuggire come può, calpestando le teste e i diritti di chi è più sfortunato di lui per raggiungere la salvezza. La guerra non è una temporanea sospensione dei diritti: la guerra è una finestra sul mondo com’è in realtà.

Credo che l’uguaglianza tra i popoli, le razze, le culture sia un dio bicefalo al quale dovremmo smettere di sacrificare. Un mostro che divora se stesso. Mentre la maggior parte della gente vede la faccia bella e pulita dell’uguaglianza, i bambini di vari colori che giocano assieme, gli omosessuali che si sposano felici (e magari poi divorziano ancora più felici), le rivendite di kebab che fanno affari d’oro, uomini e donne che percepiscono stipendi uguali, la faccia brutta e sporca lavora indisturbata, creando nuove forme di discriminazione: il femminicidio, che non è altro che una forma di sessismo, lo stato che decreta la disuguaglianza tra uomini e donne per legge e se ne lava le mani; i reati d’opinione, che dovrebbero salvarci dalle assurde idee dei novelli Hitler di provincia ma che al tempo stesso discriminano questi poveri minorati e limitano una delle poche libertà senza un costo di esercizio, quella di parola.

Credo che l’idea del “Tutto per Tutti”, quello che ci ha spinti fuori dalle caverne, tra i vicoli bui, verso lo spazio, sarà la nostra rovina.

Voglia di caffè

Siete stanchi della solita colazione?

Non ne potete più delle insipide brioches del bar sotto casa, provenienti nottetempo da chissà quale infimo fornaio, più spesso acquistate surgelate in Cina, decongelate all’uopo nel microonde dall’infido barista e servite semifredde, morbide e calde fuori, gelide e croccanti dentro?

Lo slavato caffè del bar della stazione, a base di cicoria, riso tostato ed acqua di scarico della lavapiatti, vi è ormai giunto a nausea?

Vi siete resi conto che alla base della grande varietà di bevande servite dalla “coffee house” di via Roma (o via Fleming, ce n’è sempre una in via Fleming), tra i quali risplendono mokaccino, frappuccino, supercaf, decaf, CONCACAF, non v’è altro che lo stesso caffè di cicoria, servito in bicchieri di forme e dimensioni diverse?

Ebbene, non disperate, perché nello splendido bar Voy Tirando abbiamo (cioè, ho) ciò che fa per voi. Sedetevi e lasciate che vi illustri il menu.

Per prima cosa, il pezzo forte della casa, attorno al quale ruota tutto il resto: il FOCACCINO. Disponibile in due versioni, una liquida in tazza grande al sapore di focaccia, con sale grosso e rosmarino ed una solida al sapore di cappuccino, con schiuma di latte e cacao in polvere. Provate le due versioni insieme, l’una intinta nell’altra, per un’esperienza sensoriale senza precedenti!

A seguire, qualcosa per voi che amate l’avventura, voi che siete dalla parte della natura, voi che avreste sempre voluto passare un anno nella giungla indonesiana ma avete rinunciato per paura di forarvi i collant: il FICUS-CINO. Direttamente dalle più sperdute giungle del sud est asiatico, questo straordinario ficus si distingue dai suoi simili per i particolari frutti a forma di tazza di cappuccino. Il sapore rimane quello caratteristico, a metà tra il radicchio e la corteccia di salice, ma con un paio di bustine di zucchero di canna passa la paura.

“Ma come?” direte voi ubriaconi, voi che alle sei del mattino avete già una tazza di vino rosso in mano e tre litri di birra nello stomaco “Per gnoi gnon scè gnente?” Ma certo che c’è qualcosa anche per voi: il TRAPPUCCINO. Distillato da chicchi caffè brasiliano, riso e patate in un oscuro monastero trappista di cui solo noi (cioè io) al bar Voy Tirando conosciamo ubicazione e partita iva, il TRAPPUCCINO, coi suoi 98 gradi alcolici ed il suo colore più nero dell’inferno, è ciò che ci vuole per iniziare bene la giornata, uccidendo i vostri demoni, mettendo a tacere le voci nelle vostre testoline pesanti e cancellando il mal di testa che vi portate dietro dalla precedente notte di bagordi. Insomma, la scelta giusta per recarsi al lavoro pieni d’alc… ahem… energia! ATTENZIONE: può causare ubriachezza, perdita di conoscenza, morte.

“E pev noi? Noi che ci piasce tonto pagave a peso d’ovo pev bevande novmalissime, basta che abbiano nomi stvani?” Anche per voi snob col nasino sempre all’insù e la evve più moscia di una tagliatella in un ristorante italiano a Brooklyn il nostro bav, pardon, bar, ha in serbo qualcosa. Siamo orgogliosi di presentarvi: il CAFFUCCINO. A base di normalissimo caffè, servito in una tazzina da caffè, a tutti gli effetti un caffè, ma al funambolico prezzo di un euro e trenta, come un cappuccino. Riuscirete a distinguerli?

Che dire poi del FAIDACCINO? Anch’esso disponibile in due versioni: una, da 50 euro, in scatola di montaggio per voi amanti del fai-da-te, che potrete dilettarvi nella costruzione passo a passo della vostra bevanda preferita, con tanto di manuale esplicativo di 387 pagine, ricco di illustrazioni; l’altra, da 4500 euro, in comoda valigetta per voi mafiosi amanti delle vendette e delle ammazzatine: la valigetta contiene, oltre ad una bottiglia di latte intero a lunga conservazione ed un sacchetto di pregiato caffè malese da un chilo, un coltello Bowie per sgozzare ed evirare i picciotti che parlano troppo ed un fucile di precisione SVD (ottica sovietica non inclusa) per eliminare con stile i boss rivali. Niente di più elegante che far saltare la testa di uno spacciatore nemico sorseggiando un saporito cappuccino!

Questo per quanto riguarda l’offerta base. Al bar Voy Tirando però non stiamo con le mani in mano ed abbiamo sviluppato anche un paio di bevande per le occasioni speciali.

First, the CRAPPUCCINO. If you are an American friend, one whose taste buds have been completely annihilated by years of Starbucks crappy coffee, this is what you should probably drink. It tastes like shi… well… your average Starbucks brew, but it’s waaaaaay cheaper. Make yourself comfortable, feel at home, at an affordable price.

Secondariamente: il MORTACCINO. Servito in tazza nera, con spolverata di cacao puro a coprire la schiuma, da bersi rigorosamente amaro, niente dice “Condoglianze. Era proprio un brav’uomo, ci mancherà.” meglio di un MORTACCINO. Solo per il mese di agosto, offerta lancio: le prefiche, i preti e gli addetti alle pompe funebri bevono gratis.

Dunque, che aspettate? Accorrete rapidi, o dovrete gustare il vostro caffè al bancone.