Credo

di lucanos87

Credo che la libertà sia solo un inutile concetto astratto, un vuoto ideale. Ciò che conta è il potere, indicativo presente. Essere liberi di fare qualcosa non significa potere fare qualcosa, ma potere fare qualcosa nella maggior parte dei casi significa essere liberi di farla. In Libia hanno abbattuto il tiranno, ed ora sono meno liberi di prima, perché la povertà e la guerra endemiche hanno tolto a chi ha combattuto ogni genere di potere, sia verbo che sostantivo. Lo stesso è successo in Tunisia. Lo stesso succederà in Egitto. L’agricoltore abbandona i campi a maggio per combattere per la libertà, ma a dicembre, sconfitto il tiranno, è ormai ridotto a mendicare. I poveri e i morti non sanno che farsene della libertà.

Credo che i diritti siano solo inutili orpelli dell’impotenza umana. L’elogio di un ordine delle cose che non è mai esistito e mai esisterà. Argomenti di conversazione buoni per i salotti, tra un bicchiere di vino ed una tartina al caviale. Le vittime degli attentati palestinesi avevano diritto alla vita. Gli operai della Firem avevano diritto al lavoro. La realtà è molto più simile ad un naufragio su di una nave di linea, dove sui ponti inferiori, tra cannoni che rompono le corde e rotolano liberi schiacciando gli artiglieri, ognuno tenta di fuggire come può, calpestando le teste e i diritti di chi è più sfortunato di lui per raggiungere la salvezza. La guerra non è una temporanea sospensione dei diritti: la guerra è una finestra sul mondo com’è in realtà.

Credo che l’uguaglianza tra i popoli, le razze, le culture sia un dio bicefalo al quale dovremmo smettere di sacrificare. Un mostro che divora se stesso. Mentre la maggior parte della gente vede la faccia bella e pulita dell’uguaglianza, i bambini di vari colori che giocano assieme, gli omosessuali che si sposano felici (e magari poi divorziano ancora più felici), le rivendite di kebab che fanno affari d’oro, uomini e donne che percepiscono stipendi uguali, la faccia brutta e sporca lavora indisturbata, creando nuove forme di discriminazione: il femminicidio, che non è altro che una forma di sessismo, lo stato che decreta la disuguaglianza tra uomini e donne per legge e se ne lava le mani; i reati d’opinione, che dovrebbero salvarci dalle assurde idee dei novelli Hitler di provincia ma che al tempo stesso discriminano questi poveri minorati e limitano una delle poche libertà senza un costo di esercizio, quella di parola.

Credo che l’idea del “Tutto per Tutti”, quello che ci ha spinti fuori dalle caverne, tra i vicoli bui, verso lo spazio, sarà la nostra rovina.

Annunci