Voy tirando

Scrivere per non pensare

Mese: settembre, 2013

Carattere II

Il Migliore si riconosce subito: è alto, impettito, mascellone, ed è certamente migliore di me e di te. Il Migliore non ha dubbi, solo granitiche certezze.

Il Migliore non pensa di essere il migliore, bensì sa di essere il migliore: nel lavoro, nello sport, nel guzzare la morosa (la sua, la mia, la tua: è pessimo solo nel tenere abottonati i pantaloni).

Il Migliore si riconosce dal mento, portato così in alto da impedirgli di vedere che cos’ha davanti. Se il Migliore sbatte contro qualcuno, generalmente qualcuno finisce al prontosoccorso, dopo essersi preso un mento nell’occhio.

Il Migliore sa di avere un sacco di amici, che sanno di non essere migliori e di avere un disperato bisogno di lui.

Il Migliore sa tutto.

Carattere

Il Sonoquisoloperisoldi è una persona come me e voi, e fa le stesse cose che facciamo io e voi. Studia, lavora, va al cinema, guzza la morosa ma, a differenza di me e voi, lui non prova emozioni mentre fa queste cose. Le fa solo perchè sa che in futuro, per averle fatte, otterrà un qualche tipo di ritorno economico.

Il Sonoquisoloperisoldi ha un solo obiettivo in mente: i soldi. Per essi è disposto ad affrontare ogni fatica ed umiliazione senza lamentarsi e a causa della sua totale dedizione ad essi è costretto a passare attraverso alle gioie ed ai momenti felici senza sentirli.

Il Sonoquisoloperisoldi non è avaro, ed è anzi disposto a spendere ingenti quantità di denaro senza battere ciglio. In questo assomiglia al Fichilista (more on this subject in the next issue).

Il Sonoquisoloperisoldi non ci tiene a voi, e voi non tenete a lui: provate a pensare a tutti quelli che conoscete a capirete subito di chi sto parlando. Non sorride quasi mai e le poche volte che lo fa, per tentare di camuffarsi quando si accorge che la gente intorno sta cominciando a capire di aver di fronte un Sonoquisoloperisoldi, gli esce solo una smorfia da alligatore.

La bocca del Sonoquisoloperisoldi è come un taglio in un sacco, storta e slabbrata, e le parole ne escono casuali e smorte. Spesso lo si sente dire frasi del tenore di “Oggi vado a casa presto, devo guzzare la morosa… Bah…” o “Mi hanno licenziato… Vabbè…”