Decalogo, in 6 punti, del lettore giudizioso.

di lucanos87

Molte persone (io per primo, e se state leggendo questo articolo probabilmente anche voi), se messe di fronte ad una libreria ben fornita, non sanno da che parte iniziare. Comprare il primo libro della più recente eptalogia fantasy o gettarsi a capofitto nei classici russi? Acquistare una antologia di poeti inglesi e scegliere un buon romanzo storico? Ebbene, per aiutare loro e me, nel corso degli anni ho approntato alcune semplici regole che troverete qui di seguito, grazie alle quali saremo in grado non solo di ridurre le perdite di tempo e soldi, ma anche di godere più pienamente dei nostri acquisti.

1)      I want my writers dead!
Questa regola, enunciata per la prima volta da Bill Hicks in merito alle rockstars, diventa sempre più attuale, fatte le debite distinzioni, anche per gli scrittori. Laddove il compianto Mr. Hicks sosteneva che solo una rockstar drogata, sessualmente promiscua e con istinti suicidi può produrre del buon rock, e pertanto la morte violenta e prematura era una buona garanzia della qualità di una rockstar, io mi limito a dire che solo la morte di uno scrittore può salvare il lettore dalla morte interiore.
I moderni scrittori infatti non si limitano a scrivere uno o più romanzi, ma si gettano sempre più sovente nella scrittura di trilogie (Suzanne Collins), tetralogie (Christopher Paolini) o addirittura eptalogie (J. K. Rowling).  Sebbene la scrittura di una storia che duri più libri possa dare grande soddisfazione al lettore e grande reddito allo scrittore (la classica situazione win/win), è ben noto che gli scrittori non sono di ferro, e più la storia è lunga, più cresce il rischio che una morte improvvisa la tronchi assieme alla vita dello scrittore.
Ho scelto non a caso tre esempi di saghe letterarie ormai felicemente concluse, di modo che voi lettori possiate riflettere. Confrontate J. K. Rowling (so che avete letto Harry Potter) con Tolkien (dovete aver letto almeno “Il Signore degli Anelli”) e ditemi come vi sentireste se anche lei fosse morta lasciando il suo lavoro a metà, in mano a degli editori senza scrupoli , e tra cinquant’anni i nostri (vostri, io sono troppo brutto per averne) figli fossero ancora qui a leggere, un capitolo per volta, la saga di Harry Potter, senza intravederne la fine, come ancora accade con l’universo creato da Tolkien, di cui ogni anno puntualmente esce un nuovo libro assemblato a partire da appunti lasciati qua e là su post-it in giro per casa.
Una lunga saga letteraria richiede un cospicuo investimento emotivo e temporale. Meglio dunque, per evitare frustrazioni, leggere solo libri di scrittori morti. O se proprio non potete evitare, come me, di leggere le moderne saghe letterarie (degli scrittori nominati sopra ho letto, o sono in procinto di leggere, praticamente tutto), aspettate almeno che di quelle saghe sia stata scritta la parole fine.

2)      Un buon libro si vede dalla copertina!
Non lo ripeterò mai abbastanza. Un libro con una copertina brutta o trascurata spesso non vale la pena di essere letto. La copertina è la prima cosa che un potenziale lettore vede, e gli editori lo sanno. Se non si prendono la briga di assumere un buon disegnatore, spesso è perché non hanno fiducia nella bontà del testo. Lo stesso dicasi per le rielaborazioni grafiche di immagini: se non è un saggio od un romanzo storico, lasciatelo dov’è.
Morale: quando cercate qualcosa da leggere, cercate una bella copertina. Avvicinatevi alle copertine brutte solo dopo aver letto le recensioni.

3)      Evitate rapporti sessuali, stupri e violenze.
Se un libro utilizza il sesso (“50 sfumature di etc. etc.”), gli stupri (“I pilastri della terra”) o la violenza (di nuovo “I pilastri della terra”) in modo gratuito, con descrizioni troppo grafiche, generalmente non è un buon libro. Oppure finirà per stancarvi (ho abbandonato “I pilastri della terra”, un ottimo libro, a metà, dopo l’ennesimo stupro).
In ogni caso i rapporti sessuali e le scene di estrema violenza sono difficili da descrivere e tendono a sfuggire di mano, ottenendo spesso l’effetto contrario da quello desiderato dall’autore.

4)      Chiedete almeno il testo a fronte!
Il mondo è già abbastanza scrauso così com’è, perché dunque autoimporci l’orrore di una traduzione fatta male? Cercate sempre di procurarvi i libri in lingua originale, se siete in grado di leggerla, e ne verrete ricompensati.

5)      Il finale non conta!
Non importa se i vostri amici hanno già letto i migliori dieci libri usciti quest’anno, per poi spoilerarveli brutalmente. Non importa se ormai vi siete visti lo sceneggiato della BBC con Rupert Everett. Non importa se siete andati su Wikipedia per informarvi su di un libro e non avete resistito alla sezione “Plot”. Un buon libro avrà sempre qualcosa da darvi, anche se ne conoscete già il finale. Quello che conta (frase trita e ritrita) è il viaggio, non la meta! Un libro sarà buono proprio perché, nonostante conosciate già il finale, e nonostante vi sembri un finale pessimo, o lontano dai vostri gusti, leggendolo dall’inizio alla fine vi farà cambiare idea.

6)      Chiudete un libro ed andate al cinema!
Se vi attenete strettamente alla regola 1, è molto probabile che, prima ancora che possiate comprare una saga letteraria (perché questa non è stata ancora conclusa), ad Hollywood ne abbiano già tratto almeno un film. Ebbene, andate al cinema e guardate quel film. Un film tratto da un libro è un ottimo indice, fatte le debite proporzioni, di cosa si possa trovare in quel libro.
Io ho guardato la settimana scorsa il primo film tratto dalla saga “The Hunger Games”. L’ho guardato controvoglia perché pensavo che fosse una specie di “Twilight” senza vampiri. Invece, vi ho trovato sbudellamenti, esplosioni, miseria e disperazione. Mi ha convinto ad acquistare il libro.
Se riuscirete ad interiorizzare la regola 5, potrete trarre il massimo beneficio da questa regola 6 ed, a fronte di un paio d’ore spese al cinema, magari in compagnia dei vostri amici o della vostra morosa, potrete girare anche voi tra gli scaffali delle librerie con una pletora di informazioni in più ed evitare, finalmente, di sprecare soldi e tempo con libri di scarsa qualità.

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