‘Tis the most sorrowful time of the year…

di lucanos87

Si avvicina di nuovo quel periodo dell’anno, quello in cui i tre Re seguono la stella fino ad una mangiatoia, quello in cui i bambini trovano I regali sotto l’albero, quello in cui i neopagani si lanciano in strani rituali legati al solstizio d’inverno. In una parola, si avvicina il Natale!

Lungi da me l’analizzare i come ed i perché di una tale festa, che la maggior parte della gente di questo mondo considera un momento sacro, per una ragione o per l’altra, vorrei invece lanciarmi in un piccolo gioco di decostruzione dell’allegria natalizia. Perché a Natale siamo tutti più allegri e più buoni, giusto? Non proprio…

Iniziamo dall’evento principale: la nascita di Gesù. Un evento allegro, l’inizio di qualcosa di bello, anche per i non cristiani. A guardarlo bene però sono tante le cose che non tornano. Una ragazza incinta, col suo convivente (o marito, non si sa bene), costretti ad attraversare la Palestina d’inverno (mi dicono dalla regia che l’inverno palestinese ha poco da invidiare a quello europeo) per un fottuto censimento del cazzo. Una cosa così importante che se non ci fosse capitato in mezzo Gesù Cristo non ne avremmo mai saputo nulla. Non solo: arrivati a destinazione, non c’è nemmeno una stanza libera, e la maggior parte delle stalle sono pure piene di gente. Son costretti ad occupare una grotta, manco fossero degli squatter qualunque. Non mi sembra una situazione molto allegra. I Magi poi portano oro, incenso e mirra: nessuno pensa di portare un maglione o un sacchetto di carbonella. Se poi ti capita in mano il calendario 2014, è un attimo ricordarsi che tra quattro mesi il bambinello ce lo ritroviamo in croce…

Ci sono poi un sacco di eventi secondari a ricordarci quanto la vita sia degna di essere vissuta. La programmazione televisiva natalizia. Perché vedere per la trentesima volta “Il Piccolo Lord” è proprio quello che ci vuole per riposare la mente stanca! L’invasione della pubblicità. Perché anche se hai un mutuo a tasso variabile, tua moglie si merita un anello di Tiffany per le feste! La corsa consumistica ai regali. Perché il tuo vicino di casa disoccupato può anche morire di freddo nel suo monolocale ormai senza luce e gas, ma tu devi assolutamente avere il nuovo iPad! La gara degli addobbi. Perché niente dice “Pace in terra agli uomini di buona volontà” come un abete di trenta metri carico di lucette e variopinte palle di polistirolo: i barboni possono mangiare i sassi! La cena della vigilia con tutta la famiglia. Sarebbe anche una bella cosa, se i partecipanti non diminuissero ogni volta, chi morto e chi sparito in qualche imprecisato ospizio…

Ogni anno l’illusione natalizia diventa sempre più difficile da sostenere, e nella mente risuonano le parole di W. B. Yeats:

The darkness drops again; but now I know
That twenty centuries of stony sleep
Were vexed to nightmare by a rocking cradle,
And what rough beast, its hour come round at last,
Slouches towards Bethlehem to be born?

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