Ma una coltellata no?

di lucanos87

Ci siamo quasi, è di nuovo quel meraviglioso periodo dell’anno, siamo finalmente nelle due settimane prima del 31 Dicembre. Capodanno. Questa parola che ai più fa venire i brividi ma che ad alcuni particolarmente sensibili mette in moto le manie suicide (Capodistria no, questa fa venire in mente solo reminiscenze irredentiste). Ricordo di aver letto quest’estate un libro di Nick Hornby che cominciava proprio con un tentativo di suicidio a Capodanno (e visto che lo chiedete a gran voce vi dico subito che si trattava di A Long Way Down).

So che probabilmente lo avrete già sentito dire da chiunque, ma Capodanno è così orribile per molti perchè si tratta di quell’unico momento in tutto un anno in cui si è obbligati a divertirsi. Unico davvero se ci pensate. Potete affogare in una pozza del vostro stesso sangue fuori da una chiesa la vigilia di Natale senza che nessuno si lamenti, ma se non fate qualcosa di assolutamente speciale a Capodanno preparatevi a sentirne di ogni.

Una strana e triste forma di pressione sociale obbliga il mondo intero ad organizzare le peggio stronzate per il 31 Dicembre, per timore di non aver niente da dire agli amici il week-end successivo (perchè il giorno seguente se gli va bene non staranno nemmeno in piedi). Pensateci bene, guardate dentro voi stessi, e provate a dirmi in tutta sincerità che ciò che farete tra il 31 Dicembre e l’1 Gennaio è veramente ciò che desiderate. Vi do tutto il tempo di cui avete bisogno, tanto so già che non ce la farete.

L’unico modo di scampare a tutta questa pressione, salvando la faccia di fronte agli amici e sentendovi a posto con voi stessi, è il certificato medico. Una tonsillite vi autorizza ad essere giù di morale mentre accompagnate gli amici in discoteca, mentre l’ebola (od un’altra febbre emorragica a scelta) vi autorizza ad autoescludervi da feste e cazzate varie. Non tutti però sono deboli di gola, o possono permettersi un paio di settimane di volontariato in Liberia. Dunque come fare? Ovviamente la cosa migliore è una coltellata ben piazzata: non solo potrete starvene caldi e tranquilli a riposare all’ospedale, ma quando uscirete (se uscirete) potrete mostrare a tutti la cicatrice e raccontare con orgoglio di come siete scampati alla morte (le solite cose tipo: “Io ho perso un litro e mezzo di sangue e ho fatto un mese in terapia intensiva, ma dovreste vedere com’è conciato l’altro!”).

Io per mio conto mi troverò all’estero, da solo, al freddo, probabilmente senza cibo. Mi ritroverò lungo qualche vialone completamente ubriaco alle 06:00 di mattina, senza aver fatto nulla che valga la pena di ricordare. Tutto per poter dire al ritorno le solite frasi fatte del tipo: “Parigi è bella ma non ci vivrei.”; “Hanno dei bei ristoranti, ma come si mangia in Italia…”; “Come fanno festa lì non la fanno da nessuna parte!”; “Le parigine sono delle figone pazzesche, e molto disponibili!”. Se non fossi così poco fantasioso (se non fossi altresì un nerd sfigato) potrei anche inventarmi qualche assurda prodezza (un threesome con due gemelle estoni sarebbe l’ideale, con bonus per l’invenzione di posizioni impossibili da un punto di vista anatomico), ma in quest’epoca di smart-phones e wi-fi credo che sarebbe difficile spiegare l’assenza di testimonianze fotografiche…

In ogni caso sarà sempre meglio che rimanere da solo in casa e il giorno dopo non poter dire altro che: “Alle 10:00 mi sono rotto di aspettare e sono andato a letto…”. Con un Capodanno del genere non ti invidierebbe nemmeno un ostaggio dell’Isis.

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