Lo Hobbit: La Battaglia Delle Cinque Armate

di lucanos87

Ieri sera ci sono cascato di nuovo: sono stato truffato. Un’amica mi ha invitato al cinema, promettendomi una serata divertente con “Lo Hobbit: La Battaglia Delle Cinque Armate”. Al grido di: “Finalmente hanno sdoganato i porno nei multisala!”, immaginandomi cinque tipe coperte solo da armi e striminzite armature che combattono nel fango, ho accettato di buon grado. “Sta a vedere”, pensavo, “che poi magari si tromba pure!”. Purtroppo si trattava dell’ennesimo film di Peter Jackson.

Ebbene sì, pur avendo iniziato a metà novembre a dire in giro che “col cazzo che ci vado a vedere quel film dimmerda, stavolta non mi freghi, Pete!” ho acconsentito, nonostante le delusioni sempre più profonde ammollatemi dei precedenti due film, a vedere anche l’ultimo della trilogia dello Hobbit.

Non voglio dilungarmi su quando sia sbagliato inventare personaggi che non c’entrano un cazzo con la storia originale e spargerli a badilate in ogni scena come uno stradino che tenti invano di colmare di catrame le buche di una strada di campagna a metà dicembre.

Non voglio nemmeno parlare delle numerosissime violazioni palesi, immotivate e completamente evitabili alle leggi della fisica, come un drago che sale di due o trecento metri in aria, partendo da terra, senza muovere le zampe nè sbattere le ali, tipo un pattinatore su una pista verticale invisibile, o come un tizio (Legolas, e chi altro?) che usa come una scala delle pietre che cadono, manco fosse un incrocio tra Super Mario Bros. e Gesù Cristo, camminandoci sopra in maniera da violare tutte le legi della fisica conosciuta, nessuna esclusa.

Non voglio neanche soffermarmi sulle innumerevoli scene messe lì solo per:
a) migliorare l’effetto in 3D;
b) far ridere i bambini in sala;
come quelle in cui il solito Legolas cavalca ogni creatura d’Iddio e si lancia in imprese volte solo a rendere involuti e complicati anche i più monotoni compiti di tutti i giorni, gridando: “Rube Goldberg mi fa una segaaaaaaaaa!” e purtroppo salvandosi ogni volta. Vale per le sue scene di combattimento il commento fatto a tutti i nemici di James Bond: ma non è meglio se lo ammazzi e basta?

No, davvero, non mi soffermerò nemmeno sui buchi nella narrazione, quali capre che spuntano dal nulla proprio quando i nani hanno bisogno di cavalcature e nani morti che un momento sono qui, poi sono lì, poi di nuovo qui.

Insomma, non mi soffermerò su niente, e lascerò che l’ennesimo scempio alla memoria di un grande scrittore cada nell’oblio che merita.

Annunci