Parigi: la compagnia portatevela da casa…

di lucanos87

Anche quest’anno, come l’anno scorso, ho deciso di espatriare a capodanno per evitare gli orrori del veglione di provincia.
Anche quest’anno, come l’anno scorso, vi tocca la dettagliata relazione delle mie avventure, scritta non per suscitare invidia, bensì consapevolezza (ilarità).

Il titolo (chi ben comincia…)
Il titolo di questo articolo doveva essere diverso. Nella fattispecie, doveva contenere un’altra parola, ben più volgare e specifica, al posto di compagnia, ma ho deciso di non offendere il vostro senso del pudore. In pratica, come ho scoperto al mio arrivo a Lutetia Parisiorum, la maggior parte dei locali sono studiati per dividere la gente piuttosto che unirla, forzando anche gli avventori singoli a sedersi ad un tavolino. Chi di voi è mai stato in un bar sa che l’obbligo del tavolino rappresenta la morte sociale, poichè senza un’adeguata folla al bancone è impossibile conoscere gente. Da qui il titolo dell’articolo: io sono andato a Parigi da solo e solo sono rimasto. Ho anche dovuto rinunciare a bere qualcosa in un bar poichè non servivano al bancone…

I monumenti
Il Louvre è il trionfo della stupidità e della vanagloria. Metà dei visitatori volge le spalle ad ogni quadro per farsi degli stupidi selfies, l’altra metà fotografa la Gioconda col cellulare nel tentativo di esistere, nel mezzo un sacco di opere splendide che nessuno guarda. Notre-Dame è interessante quanto un qualsiasi capannone industriale: una volta spesi due minuti ad ammirare la prodezza architettonica si può tranquillamente uscire senza aver perso nulla. Il Centre Pompidou non merita di essere visto dall’interno, o da est. Per il resto, tutto molto bello.

I barboni
Parigi ne è piena! Barboni di qua, di la, di su, di giù. Solo, a volte, si nota qualche incongruenza. Passeggiando lungo gli Champs-Élysées ho notato un barbone con un cartello ed un cane: il giorno dopo il cartello ed il cane erano ancora lì, il barbone era cambiato. Da McDonald’s poi ho incontrato un barbone con laptop di ultima generazione ed hotspot wi-fi portatile. Alla faccia della crisi.

Il Natale
Rende tutto più bello! E non parlo solo del villaggio di Natale, ovvero le bancarelle tra place de la Concorde e Franklin D. Roosevelt, ma anche delle luminarie e del generico clima festivo che pervade ogni cosa. Anche grazie al Natale ho potuto impostare una dieta a base di crêpes e gaufres.

La posta
Per un filatelico in vacanza, la posta è importantissima. Immaginate la mia felicità nel trovarla pressochè uguale a quella italiana.

La festa di capodanno
Particolare! Lo spettacolo di luci e suoni dura dieci minuti dieci, dopo i quali, alle 00:05, tutti i presenti scappano verso casa come se ne andasse della loro vita. Le stazioni della metro sono così intasate da rassomigliare certe scene dei Looney Tunes con i personaggi schiacciati contro i vetri, ed i treni sono radi come i capelli di Aldo Baglio. Ho dovuto attraversare a piedi, a zig-zag causa imprevisti, la città deserta. Sarebbe potuta andare meglio.

Il freddo
Decisamente troppo. Una cosa che non farò mai più è visitare Parigi d’inverno. La città rimane comunque molto bella, ma vivere nella costante ipotermia non fa per me.

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