Viva la liberazione!

Oggi in Italia non è un giorno come un altro. Oggi in Italia è il 25 Aprile, festa della liberazione. “Liberazione da che?” vi state probabilmente chiedendo? “Non ne ho idea!” vi rispondo. Posso però fare una rapida indagine intorno a me e tentare di riferirvi i risultati.

La guerra, come tutti sappiamo, è cosa buona e giusta, salvezza per l’anima ed il corpo. Ormai è risaputo che, se in Africa migliaia di persone non fossero felicemente e produttivamente impegnate nelle varie guerre, per i più disparati motivi, sarebbero costrette a confrontarsi con gli irrisolvibili problemi di tutti i giorni, quali la disoccupazione, la fame, i vicini di pianerottolo che scopano così forte da tenerli svegli tutta la notte. Decisamente meglio la guerra. Se avete ancora dei dubbi chiedete agli ucraini ed agli yemeniti: dopo aver provato qualche decina d’anni di orribile pace hanno ripreso le armi con gioia! Dubito quindi che oggi si festeggi la liberazione dall’unico sport collettivo che ancora mette tutti d’accordo.

La dittatura, su questo siamo tutti concordi, è sacrosanta. Recita un proverbio fiorentino: “Non si muove foglia che Matteo non voglia”. Ogni popolo sa bene cosa succede a spartire il potere decisionale tra i cittadini: non funziona più un cazzo! Molto meglio accentrare il potere in una sola persona che prenda le decisioni per tutti. Molte sono le ragioni per cui questa è la miglior forma di governo. Per prima cosa, il despota può essere facilmente sostituito: quale sprone migliore a governare rettamente che sapere che da un momento all’altro il potere potrebbe passare di mano? Secondariamente, il despotismo salva i cittadini dal logorio delle votazioni e del prendere decisioni. In ultimo, è risaputo che sotto il governo di un despota i treni arrivano sempre in orario. Potrei continuare l’elenco all’infinito, ma sarebbe un inutile esercizio di stile, in quanto ho già reso chiaro che l’unica cosa da cui tutti saremmo felici di essere liberati è il diritto di voto.

Dell’oppressione, in teoria, non ci sarebbe nemmeno il bisogno di parlare, poichè in Italia è di gran lunga la virtù più amata. Nella nostra Santa Costituzione è scritto che viviamo in una “Repubblica fondata sul lavoro”, ma solo perchè oppressione avrebbe rovinato la metrica.

L’odio poi è il nostro pane quotidiano. I fasci odiano i rossi, o rossi odiano i fasci, chi non ha la tessera di un partito odia fasci e rossi indistintamente ed io odio questa tastiera nippo-coreana dimmerda perchè se una parola ha due “s” consecutive la maggior parte delle volte ne prende solo una costringendomi a rileggere questi fottutissimi post del cazzo cinque o sei volte! MUORI ACCROCCHIO INFERNALE! MUOOOOORIIIIII!

Dunque da cosa ci siamo liberati ed ancora ci liberiamo il 25 Aprile? Ho fatto un giro in paese oggi. Volevo comprare tre clementine ed un pezzo di focaccia. Ogni singolo negozio, a modo suo, era chiuso.

Dalla voglia di lavorare, ci siamo liberati…